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“Qualità sostenibile”, arriva il marchio delle Politiche agricole

Potrà essere utilizzato a titolo gratuito e potrà coesistere con altri marchi, privati o collettivi

Pubblicato il decreto ministeriale (GURI n. 174 del 29 luglio 2014) che ha istituito il marchio collettivo “Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata” (in sigla “SQNPI”) che intende promuovere e valorizzare i prodotti agricoli e alimentari ottenuti con tecniche di produzione integrata, orientate cioè a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi, pesticidi e fertilizzanti.

L’istituzione del marchio collettivo, già prevista dalla legge 3 febbraio 2011, n. 4 (Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari) è finalizzata, oltre alla promozione della sostenibilità a favore dell’ambiente e dell’agro-ecosistema, a garantire – così recita la legge – “una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti”.

Potrà essere utilizzato a titolo gratuito da tutti gli operatori dell’Ue (produttori, confezionatori e distributori) che si impegnano a rispettare le disposizioni e gli standard previsti dal sistema di produzione integrata, il marchio diverrà anche strumento di competitività, da comunicare in etichetta, nell’ambito di una strategia di marketing che intende valorizzare i prodotti agroalimentari eco-friendly.

Il sistema “SQNPI” prevede, tra l’altro (così come per tutti i marchi collettivi) che siano previste – attraverso specifici piani di controllo – delle verifiche (affidate agli Organismi di controllo, pubblici o privati) finalizzate a garantire il corretto utilizzo del marchio, cioè la conformità alle condizioni stabilite dal Regolamento d’uso, dalle norme tecniche e dai disciplinari che dovranno essere redatti a livello regionale.

Il decreto ha stabilito inoltre la possibilità di poter affiancare in etichetta il marchio “SQNPI” ai marchi eventualmente riconosciuti a livello regionale o anche marchi privati, purché non vi sia rischio di confusione da parte del consumatore.

La questione adesso passa all’Organismo tecnico scientifico (Ministero-Regioni-CRA), istituito dal decreto ministeriale, che dovrà predisporre gli strumenti operativi per rendere il “SQNPI” effettivamente applicabile alle produzioni agroalimentari ottenute con il metodo di produzione integrata.

Stefano Sequino

in data:05/08/2014

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