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L'indirizzo

  • Clotilde, laziale nel Dna con principi Slow Food

    Il ristorante, dal design anni '50 e ’60, propone piatti semplici ma dalla rivisitazione contemporanea a forte connotazione regionale. La cucina è guidata dallo chef Giorgio Baldari

    17/07/2017 13:36

    Non si può sbagliare. Quando si parla di cucina laziale viene subito in mente Clotilde Tradizione & Spirtits (Piazza Cardelli, 5/A , 5/B), nuovo indirizzo gourmet della Capitale dove è possibile trovare con una sicurezza del 100 per cento i sapori delle province del territorio regionale attraverso una proposta di piatti semplici ma dalla rivisitazione contemporanea in un contesto di arredi e illuminazione dal design anni '50 e ’60. Il ristorante, che prende il nome dalla mamma di Clemente Quaglia, titolare di Clotilde ed ex proprietario a Roma del locale Clemente alla Maddalena, è a due passi da Piazza Navona e dall’Ara Pacis e si trova tra il Pantheon e Piazza di Spagna, insomma nel centro della bellezza storico-culturale e artistica della città alla quale il menù proposto non è da meno.

  • Suburra 1930, il giusto equilibrio tra tradizione e cucina internazionale

    Il ristorante e cocktail bar del Rione Monti di Roma propone piatti legati alle ricette locali con un'offerta legata ai sapori del mondo

    12/07/2017 17:00

    Non si sbaglia se si definisce multitasking e allo stesso tempo vintage. Suburra 1930 (Piazza della Suburra, 13 – 15), ristorante del Rione Monti di Roma trasmette modernità nella cucina e passato nel vedere il design e l’achitettura ispirati agli anni ’30. Insomma la formula proposta da Mauro e Lorenzo, proprietari di questo ristorante e cocktail bar su due piani con sede in una delle piazza più antiche della città e nelle vicinanze del Colosseo, non lascia scampo alla possibilità di rimanere sorpresi con un interno caratterizzato da giochi di ombre e inserti color oro e un’offerta gastronomica che spazia dai piatti più legati alla tradizione romana per arrivare ai profumi speziati e ai sapori dal mondo.

  • Domus Pinsa DeLuxe, ritorno alla storia buona della Capitale

    Apre nel pieno centro della città, a pochi passi dal Pantheon, il quarto locale della famiglia Santini dedicato al cibo della tradizione dei romani

    12/07/2017 13:51

    E sono tre, quattro con Velletri, il primogenito. A Roma, dopo le aperture dei locali all’Alberone e nella zona della Tuscolana, la Pinsa sbarca nel pieno centro della città in Via delle Coppelle 16\A, a pochi passi dal Pantheon. L’Idea di colonizzare la Capitale con il suo passato e con la gustosa focaccia è della famiglia Santini, ristoratori dal 1956 quando Temistocle nella vicina località della provincia sorta nel territorio dei Colli Albani apri un’osteria poi ampliata, tramutata in trattoria e tramandata di generazione in generazione. Il progetto ora si è moltiplicato dunque portando il verbo della Pinsa a tutti gli amatori della storia di Roma e in particolare ai turisti dell’Urbe in quanto il neonato ristorante, chiamato Domus Pinsa DeLuxe ha il suo habitat in uno dei punti storici e culturali della metropoli laziale tra i più importanti per il valore artistico che rappresenta.

  • L’ephemere, il temporaneo che vuole meravigliare Roma

    Lungo il Tevere, fino al 5 settembre, la costola del bistrot Le Carré Français propone la formula “bar a ostriche & champagne“ con la finalità di fare apprezzare la cucina d'oltrealpe

    07/07/2017 12:21

    Da editore di giornali a tema food a ristoratore, il passo è breve. La prova concreta e dimostrata si impersona in Jildaz Mahé, imprenditore francese, che innamorato di Roma, ha preso armi e bagagli e si è trasferito nella Capitale con tutta la famiglia e il sostegno dei soci trovati strada facendo con il lavoro della sua casa editrice per diventare ristoratore nella città preferita. Da due anni dunque, lasciando alle spalle il precedente lavoro, ha dato vita a Le Carré Français (Via Vittoria Colonna, 30), bistrot transalpino con habitat nel quartiere Prati nelle vicinanze di Piazza Cavour e a pochi passi dalla centrale Via del Corso. Ora però, in attesa di proporre la cucina e l’alimentare francese in altre località dello Stivale con aperture a Firenze e Torino,

  • L’Officina. Cucina dal Mondo, playlist gourmet dal tocco fusion

    Aperto a Roma, nel quartiere Prati, il ristorante che permette di fare un viaggio internazionale miscelando la cucina asiatica con quella mediterranea

    05/07/2017 13:38

    Il menù è una playlist composta da una gastronomia dai tocchi fusion in cui spezie asiatiche si fondono con i profumi mediterranei. Il resto del piacere è invece scandito dal passare delle ore e da una unica impronta: qualità dei prodotti e accostamenti insoliti e intriganti. Tutto questo è L'Officina.Cucina dal Mondo (Via G. Avezzana, 19/21) ristorante aperto nel borghese quartiere Prati della Capitale con l’intento di piacere con un viaggio dall’aspetto internazionale.

  • Queen Bee, all inclusive con la voglia di stupire

    A Roma, nelle vicinanze di Largo di Torre Argentina, Fabrizio e Gianni Massitti insieme a Francesco Grimaldi aprono un all day long con una ricca proposta di pizza, burger e lobster

    03/07/2017 17:23

    Una cosa è certa: Queen Bee è destinato a sparigliare le carte non tanto per la formula proposta quanto per la completezza del menù che non scontenta nessuno. Appassionati di buon cibo, gourmet dell’ultima ora, turisti e habitué delle notti romane sono dunque avvisati. Insomma tutti i desideri saranno esauditi, basterà chiedere. Ecco quindi che a partire dalla prima mattina fino a tarda notte il locale, aperto nel pieno centro della città nelle vicinanze di Largo di Torre Argentina e precisamente in Via Monte della Farina, 23, garantisce un paniere fatto di pizza, burger, antipasti, primi e secondi piatti in un’ atmosfera che ricorda un alveare per come sono articolati gli snodati 500 metri quadrati dello spazio ristorazione

  • Con Altrove il gastrofighetto va in soffitta. Il menù è sociale

    Il ristorante, aperto a Roma nella zona Ostiense, è finalizzato all'inserimento sociale di persone in difficoltà, di migranti e di figli di immigrati. Il progetto è promosso dal Cies Onlus–Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo

    29/06/2017 12:55

    Mai come in questo caso parole come gourmet, sapido, equilibrato, gastrofighetto e tante altre assumono un ruolo di secondo piano. D’altra parte non può essere altrimenti davanti a sguardi e occhi che raccontano storie difficili di vita. Ecco allora che il food e la ristorazione, nella fattispecie specifica, possono essere non solo il cavallo di troia per fare soldi in una fase di alta attenzione mediatica, ma un momento di riflessione per comprendere come il business della cucina possa servire anche scopi sociali. L’esempio parte da Roma dove è nato Altrove ( Via Benzoni, 34), ristorante promosso dal Cies Onlus – Centro Informazione ed Educazione allo Sviluppo e allestito nella zona Ostiense della città tra monumenti sacri della gastronomia come Eataly e locali di tendenza dove il gusto e il fashion alimentare sono di casa

  • Giuda Ballerino, la seconda vita inizia all'insegna della convivialità

    Nuovo look per il Roof Restaurant romano di Piazza Barberini guidato dallo chef Andrea Fusco: cucina a vista con con annesso bancone e un menù disponibile in 5, 7 e 9 portate

    22/06/2017 19:33

    Tra i punti fermi del ristorante sono rimaste solamente le immagini relative ai fumetti affisse alle pareti, grande passione e pallino dello chef Andrea Fusco e la vista mozzafiato sulla Capitale garantita dalla splendida terrazza, per il resto c'è solo la voglia di cambiare e mettersi alla prova con una nuova sfida che traspare sul volto dei componenti della Brigata. Stop quindi al ristorante algido e distante dal cliente, ma via libera a una cucina a vista con annesso bancone a legno con alti sgabelli capace di stupire e sorprendere gli ospiti e i commensali con un contatto diretto e con piatti realizzati alla luce del sole e della convivialità. E’ questa in sintesi la seconda vita di Giuda Ballerino

  • Pasta B, unico perchè singaporiano

    Il locale, il primo in Europa e presente nel centro della città di Milano, propone ravioli, noodles orientali homemade e zuppe con influenze fusion cinesi a prezzi super competitivi

    21/06/2017 15:59

    Sicuramente non può mancare in un portafoglio gourmet che si rispetti. Fermarsi a Milano per affari, lavoro, turismo o vivere nel capoluogo meneghino senza fare una tappa a Pasta B appare una follia. Il motivo? Perché è l’unico locale in Europa di cucina singaporiana. Insomma se si vogliono assaggiare e degustare i veri ravioli, noodles e zuppe con influenze fusion cinesi bisogna sedersi in questo locale presente nel centro città vicino al Duomo (Via Hoepli 3) che nel prossimo futuro sarà clonato, quasi certamente, con altre quattro aperture nei prossimi tre anni nell’hinterland milanese.

  • Berberè, otto fette per una pizza non gourmet

    Aperto a Roma, nel quartiere Nomentano, la pizzeria dei fratelli Aloe. Il menù stagionale propone quindici pizze e strizza l'occhio ai vegetariani

    20/06/2017 17:57

    L’obiettivo non è quello di colonizzare lo Stivale, ma di aprire pochi punti ristoro buoni. Anche perché poi la gestione diventerebbe complicata. Insomma la vecchia strada intrapresa iniziata a Bologna nel 2010 continua ad essere il filo conduttore della strategia imprenditoriale dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che arrivano a Roma con Berberè (Via Mantova 5) dopo Castel Maggiore, Bologna, Firenze, Torino, Milano per un risultato di due imprenditori e 80 dipendenti. L’obiettivo è sempre lo stesso: far conoscere la qualità della pizza o per meglio dire divulgare il verbo della"terza via della pizza" con una ricetta fatta di farine semintegrali biologiche macinate a pietra, lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e lenta fermentazione (24h). L’esito finale è invece quello di avere una pizza divisa in 8 fette e caratterizzata da una lavorazione non sottile dell’impasto che permette un pieno sviluppo degli alveoli, per una pasta leggera dentro e croccante fuori.

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