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Campari: il controllo passa direttamente in Lussemburgo

Il controllo di Campari passa direttamente in Lussemburgo. La famiglia Garavoglia accorcia la catena delle holding, con la fusione dell'italiana Alicros nella cassaforte Lagfin, domiciliata nel Granducato. Una mossa prevista da tempo e che è ha visto nei mesi scorsi alcuni passaggi preliminari, quali l'assorbimento da parte di Lagfin di altre due holding lussemburghesi (Jalfin e Ldr), per semplificare la struttura della galassia cui fa capo il 51% di Campari. Come risulta da dai consultati il 28 settembre - sulla scia dei cda delle due società coinvolte nell'operazione - è stato registrato l'atto notarile del 'Progetto comune di fusione transfrontaliera' tra Lagfin, in qualità di società incorporante e Alicros, quale incorporanda.

L'operazione "raggiungerà l'obiettivo di razionalizzare nonchè semplificare la struttura del gruppo cui la società incorporanda appartiene, permettendo una maggiore efficacia nella gestione delle attività mediante la riduzione dei livelli decisionali e dei costi di gestione". E', per altro, prevista la creazione di una succursale italiana di Lagfin, la Lagfin Sca, a Sesto san Giovanni, dove ha attualmente sede la Alicros spa, cui saranno attribuite parte delle attività e passività della stessa Alicros. L'operazione avrà "efficacia giuridica nei confronti di terzi a partire dal primo gennaio 2019", ma "si realizza a partire dal momento in cui vengono concordemente prese le decisioni all'interno delle società partecipanti alla fusione", come prevede la legge lussemburghese.

La fusione comporta un aumento di capitale di 1,7 milioni di euro a titolo di remunerazione dell'apporto da parte di Alicros, attraverso l'emissione di 21.465 azioni accomandanti, prive di valore nominale, che saranno assegnate interamente ai soci dell'incorporanda Alicros diversi dall'incorporante Lagfin sulla base di un rapporto di cambio di 0,23 azioni accomandanti di Lagfin in cambio di 1 azione di Alicros. Il rapporto di cambio è stato definito sulla base delle situazioni contabili delle due società al 30 giugno 2018 e "non ci sono state particolari difficoltà di valutazione". Non sono previsti indennizzi in denaro in quanto tutti i soci hanno manifestato di essere a favore della fusione. Il capitale sociale di Lagfin, che era in origine di 2 milioni di euro, sale così a 3,7 milioni, suddiviso tra 46.465 azioni. Si tratta di 46.215 azioni accomandanti, pari al 99,5% del capitale, cui si aggiungono le 250 azioni accomandatarie, pari allo 0,5%, detenute pariteticamente da Artemisia Management e Aurantium, 2 finanziarie lussemburghesi nate da una scissione di Ldr nel 2016, che vedono così diminuire la loro già esigua porzione del capitale. In base allo statuto di Lagfin pubblicato a fine agosto, le azioni accomandanti infatti rappresentavano il 99% del capitale, mentre le accomandatarie erano pari all'1%.

 

(Fonte RadioCor)

 

 

in data:07/10/2018

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