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Organizzazioni Agricole

Grande distribuzione, nel 2009 venduti 212 milioni di litri di olio

Nel primo trimestre del 2010, le stime dell’osservatorio economico dell’Unaprol sugli acquisti domestici nazionali, indicano una ripresa della domanda di prodotti agro-alimentari dell’1%, a fronte di un calo del 4% della spesa.


“E un segnale positivo che va incoraggiato”, afferma il direttore di Unaprol Ranieri Filo della Torre, che aggiunge: “la domanda è ascrivibile interamente al settore dell’extravergine con particolare riferimento alla scelta da parte del consumatore di prodotto made in Italy”.
La scelta di orientarsi verso un prodotto altamente certificato viene ormai condivisa da un numero crescente di operatori della filiera che appartengono al mondo della distribuzione e dei confezionatori.


“C’è qualcosa che sta cambiando nei rapporti di forza del mercato dopo l’entrata in vigore dell’origine obbligatoria in etichetta”, riferisce il presidente Massimo Gargano, che però aggiunge: “la strada è ancora in salita perché il vero olio extra vergine di oliva italiano perde ancora valore sullo scaffale”.
I dati dello scenario sui consumi di olio nelle principali aree geografiche italiane realizzato da Unaprol, traccia il profilo di un settore che presenta enormi potenzialità di crescita, ma che è costantemente schiacciato tra sottocosto e 3x2. “Per qualcuno è come se l’olio extra vergine di oliva di qualità italiano sia un detersivo, un sapone o un prodotto indistinto”, denuncia ancora Massimo Gargano.


Nel 2009 sono stati venduti in Italia attraverso la Grande distribuzione organizzata (GDO) più di 212 milioni di litri di olio per un valore di oltre 880 milioni di euro. La categoria più venduta è l’extravergine con il 72% del fatturato e più di 152 milioni di litri venduti; ma l’extra vergine di oliva con il marchio “100% italiano” è ancora fanalino di coda nella lista egli acquisti con appena il 12% delle vendite, pari a 250milioni di litri, superato dal meno nobile olio di oliva che ha, invece, una quota del 14%.


Per combattere la crisi di prezzo generata dall’assenza di identità del prodotto sullo scaffale, che non aiuta il consumatore finale a riconoscere l’alta qualità e l’origine certa, l’Unaprol, attraverso il consorzio I.O.O.% qualità italiana, sta migliorando l’offerta del prodotto di alta qualità sul mercato.


Un primo test di 70mila confezioni di prodotto di alta qualità certificata ha già avuto successo attraverso i canali della vendita organizzata di Campagna Amica.
Per la prossima campagna, attraverso le 469 filiere certificate Unaprol, il sistema della tracciabilità del consorzio olivicolo italiano sarà in grado di fornire al mercato, almeno un quinto dei volumi oggi venduti come 100% italiano, tracciato e garantito dal marchio I.O.O.% alta qualità italiana.


“Ma non basta. Il settore ha però bisogno di una scossa”; sottolinea Gargano, che annuncia un pacchetto di proposte per la difesa e la tutela del made in Italy. Tra queste: nuova campagna di comunicazione istituzionale del made in italy, riconoscimento del Mipaaf del disciplinare dell’alta qualità dell’olio extra vergine di oliva 100% italiano; sostegno ai nuovi impianti attraverso i PSR; revisione della normativa sul riutilizzo delle acque di vegetazione; potenziamento delle azioni di ricerca e innovazione; azioni trasparenza nei confronti dei pubblici esercizi e uso esclusivo del prodotto made in Italy in strutture pubbliche; rifinanziamento dei contratti di filiera.
Si tratta di prime misure che potrebbero aiutare il sistema delle imprese a superare le difficoltà di un anno difficile, “ora che i volumi di acquisto delle famiglie italiane – ha concluso Gargano - sono in ripresa e orientati verso la categoria dell’extra vergine”.

in data:06/07/2010

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