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Grappa&distillati: fisco e burocrazia frenano la ripresa

Nel 2014 la produzione di alcol etilico di origine agricola e di acquaviti è stata di 979mila ettanidri, in crescita del 7%, ma inferiore al milione di ettanidri degli ultimi anni. Le accise sono aumentate 4 volte in un anno

Il tempo dei sorrisi è finito da tempo. D’altra parte una riduzione in media del fatturato di oltre dieci punti percentuali non può far stare sereni. E anche un primo segnale di ripresa registrato nel primo trimestre del 2015 non fa tirare un sospiro di sollievo agli imprenditori visto che il comparto dei distillati italiani continua ad essere vessato da fisco e burocrazia . A delineare il quadro economico di sofferenza del settore è l’Osservatorio dell’Associazione nazionale industriali distillatori di Alcoli ed acquaviti (AssoDistil) in occasione del rinnovo delle cariche sociali con la riconferma alla presidenza di Antonio Emaldi, Cesare Mazzetti (presidente del Comitato Nazionale Acquaviti), Antonina Bertolino (presidente della sezione alcole da vino), Giuliano Sacchetto(presidente della sezione alcole da melasso e da frutta),Luciano Grilli (presidente della sezione acido tartarico). Nel direttivo di AssoDistil debutta anche Montenegro Srl, con il proprio manager Roberto Carroli.

Lo studio congiunturale presentato denuncia il continuo aumento delle accise sull’alcol, ben quattro volte in un solo anno, che ha indebolito pesantemente un settore teso a cogliere- si spiega- i primi segnali di ripresa. “La stangata delle accise sull'alcol nel 2014 di quasi il 20%- dice infatti il riconfermato presidente- sta danneggiando i distillatori ma anche le casse dello Stato, visto che il gettito e' aumentato solo del 2% rispetto al 2013. Qualcuno al governo prima o poi- ha continuato- si accorgera' dei dati del ministero dell'Economia. Noi – ha incalzato- continuiamo a credere nel settore, dove il 75% delle distillerie ha effettuato investimenti negli ultimi due anni, mentre il 65% li ha in programma nei prossimi due''.

Una fiducia imprenditoriale alimentata dai numeri che sembrano dare ragione e sostenere gli investimenti fatti: nel 2014 la produzione di alcol etilico di origine agricola e di acquaviti è stata di 979mila ettanidri, in crescita del 7%, ma inferiore al milione di ettanidri degli ultimi anni. Nel dettaglio si segnala poi che nel 2014 gli alcoli e le acquaviti di origine vinica ammontano complessivamente a 361mila ettanidri (+6% rispetto al 2013), mentre la produzione di alcol da vino si è attestata sui 41mila ettanidri, confermando il livello dello scorso anno: 40mila ettanidri. L’alcol da cereali si è attestato su un volume di produzione di 600mila ettanidri, in incremento del 7% rispetto al 2013. Il volume di produzione dei distillati e acquaviti da frutta nel 2014 risulta invariato rispetto al 2013 con 18mila ettanidri e il comparto, nel complesso, mantiene un assetto pressoché stabile dal 2007. Riguardo la grappa la produzione è stata di 85mila ettanidri, volume in aumento del 2,4% rispetto allo scorso anno. Le esportazioni di grappa imbottigliata registrano un riduzione del 2%, variazione meno significativa del 2013: -19%. La grappa sfusa ha invece perso un 60% nell’export rispetto al 2013

Stabili, nonostante la crisi, i livelli occupazionali del comparto, mentre aumentano le aziende che chiedono finanziamenti (22%), con 4 su 10 che ottengono dalle banche l'intero ammontare richiesto.  Nota negativa per i consumi interni della grappa che perde 1,5% rispetto al 2013.

in data:19/06/2015

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