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L'indirizzo

“Antica Focacceria San Francesco”, il ristorante "numero 1" della cucina popolare siciliana

Il locale palermitano, nato 180 anni fa su iniziativa di Salvatore Alaimo, compie 180 anni. Pirandello, Sciascia e Guttuso gli ospiti leggendari. Aperto anche a Milano e Roma

Roma- Centottanta anni e non sentirli. Sembra ieri quanto tutto iniziò. Oggi, ripercorrendo il tempo all’indietro in occasione dei festeggiamenti per il ristorante “numero 1” custode della cucina siciliana, ci si immerge, con la mente, in tutte quelle ricette e in quei piatti dell’ Antica Focacceria San Francesco di Palermo (Via Alessandro Paternostro, 58) che affondano le radici in secoli di tradizioni gastronomiche dell’isola, greche, arabe, spagnole e francesi.

Il locale, con una storia importante che risale al 1834,  è presente anche Milano a Roma grazie a Vincenzo e Fabio Conticello, ultimi eredi degli Alaimo e gestori dagli anni ’80. Nel 2013 Antica Focacceria è entrata  invece a far parte del gruppo Feltrinelli.


Volendo fare un salto nel passato la storia del ristorante narra che Salvatore Alaimo, dopo 25 anni passati al servizio dei Principi di Cattolica come maestro di servizio riceve in dono la cappella sconsacrata di un antico palazzo nel cuore di Palermo e sulla porta d’ingresso, appende una tavola di legno con un’incisione che recita “Focacceria”. Il menù proposto è la focaccia "schietta” (che in siciliano significa nubile/vergine), inizialmente realizzata con ricotta e strutto. Dal bianco di questi ingredienti appunto il nome che evoca il colore del velo nuziale delle giovani spose.

La Focacceria , negli anni successivi, si caratterizza sempre più per un locale che unisce i ceti sociali: infatti per consentire anche ai meno abbienti di mangiare la carne, nel 1851, Salvatore Alaimo crea la focaccia “maritata”: alla tradizionale focaccia “schietta” viene aggiunto un taglio di carne economico ma cucinato in modo gustoso e tradizionale. La vera svolta c’è però quando Garibaldi si ferma davanti alla sede storica e, mentre alla proposta culinaria si aggiungono nuove pietanze come panelle, cazzilli e sfincione, illustri scrittori e artisti come Pirandello, Sciascia e Guttuso si incontrano abitualmente in Focacceria che diviene una sorta di circuito culturale.

Fra questi Ernesto Basile, architetto, che nel sedere accanto a Vincenzo Florio, esponente di una storica famiglia siciliana e pigmalione di giovani talenti, disegna il logo, i tavoli in ghisa e le sedie in ferro battuto, linee e design ancora presenti in tutti i ristoranti della penisola.

Nel 1902, a quasi 70 anni dalla nascita, il locale viene definitivamente battezzato “Antica Focacceria San Francesco”, dal nome della piazza su cui affaccia, e nel menù del ristorante entrano nuovi piatti come arancine e sarde a beccafico.

Dal 1939 il locale conquista il cuore della gente del quartiere e diventa una vera e propria istituzione, la Famiglia Conticello eredita l’Antica Focacceria che dal 1970 al 1990 è frequentata da politici e uomini pubblici come La Malfa, de La Torre e i giudici Falcone e Borsellino. Per arrivare poi ai giorni più recenti quando l Antica Focacceria San Francesco è gestita da Vincenzo e Fabio Conticello.

in data:19/04/2014

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