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Confezionamento alimentare: attenzione all’imballo giusto per garantire la freschezza

Nel settore alimentare la fase di confezionamento è cruciale per garantire la protezione e la conservazione del prodotto secondo i termini previsti. Soprattutto a livello industriale, ma anche nel settore della grande e piccola distribuzione, vengono impiegate diverse tecnologie a seconda dei risultati auspicati: in questi contesti è essenziale saper calibrare il giusto compromesso tra esteticità della confezione (fattore che facilita la vendita dei prodotti), ed esigenze di conservazione.

Sul diverso compromesso tra questi due elementi si giocano le differenze tra i tre metodi di confezionamento alimentare più utilizzati: imballaggio in film termoretraibile, confezionamento flow-pack, confezionamento sottovuoto. Vediamo come funzionano con minipack®-torre, storico costruttore di macchine confezionatrici.

Confezionamento termoretraibile

Indubbiamente il tipo di confezionamento dalla maggiore resa estetica, il confezionamento in termoretraibile è però anche quello che garantisce la minore protezione del prodotto. Per questo motivo è utilizzato prevalentemente su prodotti a breve o brevissima scadenza, come vaschette di frutta, di carne o di pesce. Come funziona? Il confezionamento in termoretraibile opera in due step: dapprima i prodotti vengono imballati in uno speciale film di materiale plastico retraibile; quindi vengono esposti a una breve fonte di calore che causa la termoretrazione del film, portandolo ad aderire al prodotto con un risultato esteticamente gradevole.

Confezionamento flow-pack

Il flow-pack rappresenta un compromesso intermedio tra resa estetica e protezione del prodotto. A differenza dell’imballaggio in film termoretraibile, i prodotti vengono avvolti ermeticamente da un film che viene saldato senza essere termoretratto. Questo metodo di confezionamento è prevalentemente usato per imballare biscotti, crackers, grissini, merendine e prodotti dolciari e da forno in genere. Un ulteriore vantaggio della tecnologia flow-pack è la sua versatilità e velocità di esecuzione.

Confezionamento in sottovuoto

La produzione di vuoto è notoriamente il processo più indicato per conservare gli alimenti nel lungo e lunghissimo termine, grazie alla sua capacità di contrastare la proliferazione delle muffe e dei microrganismi aerobi. La resa estetica del confezionamento in sottovuoto non è paragonabile a quella garantita dal termoretraibile e dal flow-pack, ma i vantaggi in termini di conservazione sono notevoli: il prodotto non è soltanto protetto dalla degenerazione, ma il vuoto preserva intatte anche tutte le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

In certi casi, il sottovuoto permette addirittura di esaltare alcune qualità del cibo: per esempio, rende la carne più succosa e tenera, aumenta la porosità e la brillantezza della buccia della frutta… Per questi motivi il confezionamento sous-vide, come è anche chiamato, trova applicazione anche in cucina. Nella ristorazione di alto livello e nella gastronomia è spesso utilizzata la cottura sous-vide, un metodo di cottura lenta che avviene proprio a partire dall’alimento confezionato sottovuoto.

Come si è visto ogni metodo di confezionamento ha i suoi punti di forza e le sue controindicazioni. La scelta di un metodo piuttosto che di un altro dipende strettamente dalle necessità di conservazione, l’elemento più importante di cui tenere conto quando si vogliano esaltare la freschezza e la sicurezza degli alimenti.

 

Redazionale

in data:14/05/2018

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