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Consigli per gli Acquisti|Olive e olio biologico: qual è la differenza con l’olio normale

Roma- Quando si è alla ricerca di un olio extravergine di oliva di ottima qualità si ha sempre il timore di non riuscire a scegliere il prodotto migliore sul mercato, o comunque un olio di eccellente qualità, magari un po’ confusi da alcune informazioni e diciture presenti in etichetta che potrebbero far sorgere qualche dubbio al consumatore.

L’olio extravergine d’oliva, eccellenza italiana prodotta da nord a sud che tutto il mondo ci invidia, risulta essere un alimento così “prezioso” e molto ricercato, all’estero come nel nostro stesso paese, che non è raro finisca per essere copiato e contraffatto, specialmente da produttori e commercianti senza scrupoli che potrebbero abusare di diciture e descrizioni in etichetta non del tutto corrispondenti alla natura del prodotto stesso.

Fermo restando che l’olio extravergine di oliva si distingue dagli altri prodotti simili per un processo di lavorazione unico, eseguito solo grazie a procedimenti meccanici (la sola spremitura delle olive) e il cui processo di produzione, almeno in Italia, è severamente controllato in tutte le sue fasi (dalla raccolta all’imbottigliamento e allo stoccaggio), quando si parla di olio biologico è bene sapere che la filiera di lavorazione deve seguire regole e norme ancora più “stringenti”.

Per essere definito biologico, un olio extravergine di oliva deve essere prodotto esclusivamente con olive provenienti da agricoltura biologica.  L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura innovativa, rispondente alla più moderne e sostenibili richieste della società e dei consumatori che sono sempre più attenti e responsabili a ciò che arriva sulle loro tavole. Le attività agricole biologiche non rispondono solo ed esclusivamente agli interessi economici e di mercato, ma mirano a soddisfare richieste alimentari sane ed ecosostenibili sfruttando la naturale fertilità dei terreni e favorendola con colture territoriali e interventi limitati, con il limitatissimo (e comunque controllato) utilizzo di concimi, antiparassitarie altri prodotti di sintesi al fine di favorire e promuovere la biodiversità delle specie di vegetali e animali.

In questa ottica quando si acquista un olio biologico e garantito come tale, bisognerà fare molta attenzione all’etichetta che deve obbligatoriamente riportare la dicitura “Prodotto ottenuto da agricoltura biologica” che rappresenta anche un vero e proprio marchio di garanzia. In questo caso, infatti, non solo l’azienda produttrice ma anche tutti gli operatori della filiera, ovvero ovicoltori, frantoi, imbottigliatori e commercianti, devono essere soggetti al controllo dello Stato, attraverso organismi preposti che quindi certificano la provenienza dell’olio d’oliva in questione da agricoltura biologica. Tutte le aziende coinvolte, al fine di fornire garanzia di qualità verso il consumatore finale, sono obbligate a registrare scrupolosamente tutta la documentazione relativa alle operazioni di lavorazione, ma anche quella dei movimenti delle merci e degli approvvigionamenti delle materie prime impiegate nell’intero processo produttivo.

È chiaro che, a differenza di un “normale” olio extravergine di oliva, quello proveniente da agricoltura biologica può vantare un livello di controllo più accurato della filiera produttiva e, quindi, anche una qualità oggettiva certificata che, ovviamente, prescinde dai gusti personali dei consumatori, fermo restando le caratteristiche che permettono di classificarlo come extravergine.

A tal proposito va ricordato più e più volte che l’olio extravergine di oliva (anche quello biologico) è ricavato esclusivamente dalla spremitura delle olive e deve avere un’acidità libera (espressa in grammi di acido oleico su 100 grammi di olio) non superiore a 0,8 grammi per 100 grammi (0,8%).

Redazionale

in data:18/09/2020

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