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Filiera Corta

I giovani incoronano il Brunello di Montalcino e l’Amarone della Valpolicella. Tra le bollicine vince il Prosecco

A rivelarlo è la ricerca “Vino & Giovani”, dedicata agli stili del bere e del mangiare negli under 35, presentata al Vinitaly nello stand della Regione Marche. Il vino supera la birra nelle preferenze

Verona- Sono le denominazioni dei grandi rossi a guadagnarsi il primato delle preferenze dei giovani italiani, che incoronano il Brunello di Montalcino e l’Amarone della Valpolicella ai vertici della classifica. Vince la sfida tra le bollicine il Prosecco (al 5° posto nella classifica generale), mentre è il Verdicchio (7°) il primo vino bianco fermo. A rivelarlo è la ricerca “Vino & Giovani”, dedicata agli stili del bere e del mangiare negli under 35, presentata al Vinitaly (22-25 marzo) nello stand della Regione Marche. Lo studio - promosso dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e condotto da Gabriele Micozzi, docente di Marketing Internazionale presso l’Università Politecnica delle Marche - fotografa un campione rappresentativo di 1500 italiani tra i 18 e i 35 anni, sfatando molti luoghi comuni sul senso dei giovani per il vino.

L’analisi dimostra inoltre  la propensione maschile per i vini rossi, sono i bianchi i più bevuti dai winelover under 35 (53%), scelti per la maggiore dalle femmine (59%) e sempre più apprezzati con l’avanzare dell’età. Nella fascia 18-25 sono infatti il 52% i giovani italiani che si esprimono a favore del Rosso, mentre la maggior parte dei giovani tra i 26 e 35 anni preferisce il Bianco (58%) ai vini rossi (40%) e rosati (2%).

Per quanto riguarda le abitudini di consumo lo studio dimostra che il vino supera la birra. Il nettare di Bacco è infatti la bevanda prediletta nelle serate dei giovani italiani, che lo consumano più volentieri tra aperitivo (26%) e cena (59%), in compagnia di amici (58%). Sono quasi 9 su 10 i consumatori under 35 e circa la metà (49%) dichiara di preferirlo a birra (34%), cocktail (14%) e superalcolici (3%), con un gradimento crescente con l’avanzare dell’età. Non a caso il 55% degli over 25 lo indica come il drink più amato, anche se già nella fascia 18-25 il vino conquista il 43% del campione, contro il 38% della birra e il 17% dei superalcolici. Secondo i dati riportati dall’indagine commissionata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, oltre un terzo lo beve almeno 3 volte a settimana (38%), mantenendo misurato il consumo giornaliero, che solo nel 13% dei casi supera i due bicchieri a pasto. .

Si evidenzia inoltre che a fare da driver per le scelte di questi consumatori junior non sono - sorprendentemente - la ‘marca’ (5%), i ‘premi’ o il ‘packaging’ (8%), ma ‘l’attenzione al territorio’ (18%), alla qualità dei prodotti (12%) e alla sostenibilità. Quasi la metà del campione ritiene ad esempio molto importante o determinante (48%) che un vino sia biologico e l’86% si dichiara disposto a spendere di più per acquistare un prodotto bio. Un orientamento che rivela quindi un interesse alla sostenibilità ambientale, ma che pare non strutturarsi in scelte di consumo alimentare più radicali, quali il vegetarianismo (4%) o il veganismo (2%). Quella dei 18 e i 35enni è un’eno-generazione che si affida alle etichette dei prodotti (68%) e si indirizza- si spiega ancora-  sulla produzione locale e nazionale (92%), con un’attenzione al territorio che denota una curiosità per l’intera filiera produttiva. Smitizzate le guide enologiche (a cui si affida solo il 12% degli intervistati), questi nuovi consumatori preferiscono rivolgersi a agricoltori e vignaioli (22%), esperti di vino (20%), sommelier (17%) e enoteche (15%), là dove si constata una conoscenza diretta del prodotto.

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in data:25/03/2015

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