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Filiera Corta

L'olio è il terzo simbolo della cucina italiana dopo pasta e pizza

Emerge con indagine Nomisma con presentazione di Sol Expo

Roma - È medaglia di bronzo per l’olio extravergine d’oliva. Secondo i consumatori italiani, fotografati nella nuova Consumer survey di Nomisma per SOL Expo anticipata nel corso della presentazione dell’edizione 2026 del Salone di Veronafiere, l’Evo italiano è infatti il terzo prodotto più rappresentativo della tavola tricolore dopo pasta e pizza, e un gradino sopra il vino. Attore protagonista, quindi, nel riconoscimento Unesco alla cucina italiana, l’extravergine made in Italy è stato votato da un intervistato su due ed è un ingrediente irrinunciabile nella tavola degli italiani, presente nel 96% dei carrelli della spesa e sempre più associato ad un’alimentazione di qualità, territoriale e salutistica.


Il profilo del consumatore più assiduo è quello di un (leggermente più frequentemente una) acquirente over 45, con figli, residente al Sud e con uno stile di vita che combina attenzione a sostenibilità, ricerca edonistica del piacere e una dimensione urbana e di legame con il territorio. A influenzare l’acquisto è soprattutto l’origine, molto importante per più della metà degli intervistati, con particolare attenzione alla presenza di marchi a denominazione d’origine e con crescente attenzione alle proprietà benefiche per l’organismo.

Secondo il campione intervistato, un ruolo importante può essere svolto dalla ristorazione: per il 49% dei consumatori le storie e le informazioni sul produttore, sul processo o sugli abbinamenti influenzano le scelte di olio EVO, e per il 34% l’esperienza al ristorante influenza anche le scelte al supermercato.

 

VENDITE ALL'ESTERO

Chiudono a poco più di 1,9 miliardi di euro le vendite all’estero di olio extravergine italiano tra gennaio e novembre 2025. Stando agli ultimi dati Istat disponibili, l’Evo made in Italy – che vale l’87% dell’export di olio d’oliva tricolore – ha infatti registrato una contrazione del 16% sui valori dello stesso periodo 2024, “gonfiati” dall’incremento dei prezzi medi all’export. Se si guarda ai volumi, infatti, gli 11 mesi registrano un +21% sull’anno precedente, a 272mila tonnellate.

MERCATO DOMESTICO

Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio SOL Expo su dati Nielsen, sul mercato domestico (Gdo) le vendite complessive di olio extravergine di oliva hanno chiuso il primo mese del 2026 con una crescita dell’1,1% in volume che sconta però un calo del 16% a valore. Nonostante la flessione dei prezzi medi a scaffale, passati da 8,8 euro/litro di gennaio 2025 ai 7,12 euro/litro di gennaio 2026 (-12,5%), gli italiani non hanno incrementato significativamente gli acquisti, riducendo anzi il numero di confezioni dell’1,4%. Un trend che si è riflesso anche sull’Evo italiano, anche se meno duramente del previsto. L’extravergine made in Italy, che a gennaio 2026 ha assorbito un terzo del mercato oleario complessivo nella grande distribuzione, ha infatti visto ampliarsi il differenziale di prezzo tra il prodotto italiano (10,84 euro/litro) e quello comunitario (7,12 euro/litro), pur registrando una contrazione delle vendite di bottiglie pari al 14%. Il parziale del primo mese dell’anno ha raggiunto quindi i 26 milioni di euro a fronte dei 73 milioni di vendite dell’olio comunitario.

in data:19/02/2026

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