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Filiera Corta

La Pajata romanesca torna sulle tavole degli italiani dopo quattordici anni di attesa

Autorizzato dall'Europa il regolamento che autorizza nuovamente il consumo di prodotti in precedenza esclusi a causa del rischio della cosiddetta “Mucca Pazza”

Roma- Dopo ben quattordici anni tornano sulle tavole degli italiani, oltre alla Pajata romanesca, anche tutti i salumi che per tradizione sono confezionati con il budello di bovino.  E’ arrivato infatti il via libera dall’Europa al regolamento che autorizza nuovamente il consumo di prodotti in precedenza esclusi dal consumo a causa del rischio della cosiddetta “Mucca Pazza”. Dopo lo status sanitario di Paese a rischio trascurabile per Bse, conseguito nel maggio del 2013, l’Italia ottiene oggi un altro importante risultato. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE L.188 del 16 luglio 2015 del Regolamento UE 2015/1162 è diventata applicabile la modifica alla lista, votata lo scorso 17 marzo, di porzioni di organi e tessuti considerati materiale animale da eliminare, il cosiddetto Materiale Specifico a Rischio (Msr). Nel 2001 l’Unione Europea aveva vietato il commercio e il consumo di alcuni prodotti ritenuti a rischio. Da allora, tutte le misure sanitarie previste per ridurre la presenza della malattia sul territorio nazionale sono state attuate con scrupolo ed efficacia. Grazie al lavoro-si legge in una nota-  dei Servizi Veterinari, dei laboratori degli Istituti zooprofilattici sperimentali, del Centro di referenza nazionale (Cea) di Torino e dell’Istituto Superiore di Sanità, coordinati dal ministero della Salute (Direzione Generale della sanità Animale e Farmaci Veterinari), l’Italia non ha mai abbassato la guardia rispetto la situazione epidemiologica. I test effettuati dal 2001 nell’ambito delle attività di controllo e monitoraggio, su circa 7 milioni e 400 mila capi bovini, hanno confermato l’efficacia dell’azione di contrasto e il forte declino della malattia.

in data:17/07/2015

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