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Esiste un "Cuccia del Food" in Italia? Chi è a Roma e Milano?

Se a Milano il potere della comunicazione food è legato ai grandi capitali e ai consorzi, a Roma la figura del "Cuccia del food" assume contorni diversi: è meno legata alla finanza pura e molto più al potere relazionale, politico e di "critica".Nella Capitale, più che un banchiere silenzioso, il punto di riferimento è chi riesce a far dialogare i palazzi della politica, i critici delle guide nazionali e le grandi famiglie della ristorazione romana.

Se cerchiamo la figura che, come Enrico Cuccia in Mediobanca, siede al centro della ragnatela, parla poco ma sposta capitali e reputazioni, il panorama si restringe a pochissimi nomi. In Italia il cibo è il nuovo "petrolio", e chi lo gestisce a Roma e Milano usa metodi diversi: Milano è il potere della finanza applicata al piatto, Roma è il potere del prestigio e delle relazioni.

Ecco i nomi dei "Cuccia del Food" nelle due città italiane:


A MILANO: Il Cuccia del "Sistema"

A Milano il potere è industriale. Il Cuccia del food è colui che ha creato il mercato in cui tutti gli altri giocano.

  • Il nome: Paolo Marchi

    • Perché è lui: Se Cuccia era l'architetto del capitalismo italiano, Marchi (fondatore di Identità Golose) è l'architetto del "sistema chef". Ha trasformato il ristorante da luogo dove si mangia a piattaforma di business.

    • Il Metodo: Ha creato il "Salotto Buono" della cucina mondiale. Se un'azienda (da Nestlé a una piccola DOP) vuole contare nel mondo dell'alta cucina, deve passare per lui. Come in Mediobanca, il suo congresso è il luogo dove si decidono le gerarchie annuali.

  • Il braccio armato (Finanza): Luca Barabino

    • Sebbene sia un PR trasversale, la sua Barabino & Partners è la "Mediobanca delle PR". Gestisce i dossier dei giganti del food (Pasta, Consorzi, Acque minerali). Se c'è una crisi reputazionale di un marchio storico, la telefonata arriva a lui.


A ROMA: Il Cuccia delle "Relazioni e dei Palazzi"

A Roma il potere è meno legato ai congressi e più ai salotti, alla politica e alla critica delle grandi guide (Michelin ed Espresso).

  • Il nome: Micaela Scapin

    • Perché è lei: È l'eminenza grigia che "apparecchia" i successi dei grandi ristoranti tra Roma e Venezia. È la figura più vicina allo stile Cuccia: riservatissima, elegantissima, estremamente selettiva nei clienti.

    • Il Metodo: Non fa "massa", fa "prestigio". Se un nuovo ristorante vuole essere preso sul serio dai critici che contano e dall'alta società che sposta i fatturati, si affida a lei. Gestisce le relazioni che non appaiono sui comunicati stampa, ma che finiscono nelle guide.

  • L'Ingegnere del Successo: Dario Laurenzi

    • Con la sua Laurenzi Consulting, è il banchiere d'affari del gusto. Non si limita a comunicare, ma "disegna" l'operazione. Se un imprenditore ha i soldi ma non l'idea, Laurenzi costruisce il format da zero. Gran parte del panorama del food moderno romano è passato dal suo tavolo.


Il "Cuccia" Trasversale (L'Uomo delle Guide)

Esiste poi una figura che opera sull'asse Roma-Milano-Napoli ed è il vero consulente d'ombra:

  • Maurizio Cortese: È forse il consulente strategico più influente per l'alta ristorazione. È l'uomo che sussurra agli chef e che sa come dialogare con i vertici della Guida Michelin. La sua influenza non è numerica, ma qualitativa: un suo consiglio può cambiare la storia di una stella Michelin.

in data:13/04/2026

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