La Forchetta Dispettosa
Influencer e blogger, finita la pacchia del "pasto gratis in cambio di 5 stelle"
Dal 7 aprile nuove norme sulle recensioni online. Se prima una recensione falsa era una furbizia, oggi è un illecito amministrativo tracciabile.
La pacchia delle recensioni "amichevoli" e dei pasti gratis spacciati per consigli spassionati sta finendo. Dal 7 aprile 2026, con l'entrata in vigore delle nuove norme legate al Ddl Pmi e alle direttive Ue) il mondo dei food blogger e degli influencer deve cambiare marcia per non affogare in multe salatissime.
In sintesi più che "fatta la legge trovato l'inganno", siamo in una fase di "fatta la legge, trovato il rischio".Se prima una recensione falsa era una furbizia, oggi è un illecito amministrativo tracciabile. Per i food blogger, la pacchia del "pasto gratis in cambio di 5 stelle" è tecnicamente finita: o si dichiara la collaborazione (perdendo l'aura di imparzialità), o si rischia una sanzione che può cancellare i guadagni di un intero anno. E i consumatori inizieranno davvero a chiedere di vedere lo "scontrino virtuale" prima di fidarsi di un consiglio su Instagram?
Ed ecco i punti chiave della nuova normativa e il motivo per cui, stavolta, l’inganno potrebbe costare molto caro.
1. Il tramonto della "Marchetta" anonima
La legge stabilisce criteri rigidissimi per considerare lecita una recensione:
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Obbligo di scontrino: Per essere presunta autentica, la recensione deve essere accompagnata da prova fiscale (scontrino o fattura). Senza, il commento può essere rimosso su segnalazione.
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Finestra temporale: Le recensioni devono essere pubblicate entro 30 giorni dall'esperienza. Niente più ricordi "pilotati" mesi dopo.
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Scadenza biennale: Dopo due anni, le recensioni "scadono" legalmente, impedendo ai vecchi voti gonfiati di inquinare la reputazione attuale di un locale.
2. Influencer sotto scorta (AGCOM e Antitrust)
Se prima ci si muoveva in una "zona grigia", ora le regole sono cristalline:
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Divieto di incentivi: È espressamente vietato pubblicare recensioni in cambio di sconti, regali o utilità (i famosi "gifted" o pasti gratis), a meno che non siano chiaramente segnalati come pubblicità.
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Sanzioni pesanti: L'Antitrust (AGCM) può ora comminare multe fino al 10% del fatturato per pratiche commerciali scorrette e recensioni comprate.
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Linee guida AGCOM: Le nuove FAQ pubblicate a marzo 2026 equiparano i grandi influencer ai fornitori di servizi media, obbligandoli a una trasparenza totale sui contenuti promozionali.
3. Fatta la legge, trovato l'inganno?
La tentazione di aggirare le regole resta, ma gli strumenti di controllo sono diventati molto più affilati: