La Forchetta Dispettosa
L'insalata Shopska mette ko la cucina d’autore. Il circo mediatico dell’enogastronomia è alle battute finali?
La notizia non passa certo inosservata. In un periodo in cui l’alta cucina dei Paesi storicamente ad alta tradizione gastronomica è esaltata dai commenti di autorevoli opinion leader di settore, blogger, giornalisti enogastronomici, trasmissioni televisive e da manifestazioni nelle quali gli chef sono star Hollywoodiane e hanno attenzioni quasi morbose da parte degli appassionati di ricette stellate, gli europei, in un sondaggio online voluto dal Parlamento europeo, preferiscono piatti meno elaborati e soprattutto meno artificiosi.
E dunque tanto di cappello all’ insalata Shopska della Bulgaria, un piatto certamente non inserito in importanti carte dei menù e forse anche poco considerato dai grandi cuochi e dalle “bibbie” enogastronomiche, ma apprezzato dai più proprio perché composto da ingredienti veramente semplici come pomodori, cetrioli, peperoni, cipolla, prezzemolo, olio e formaggio e che fino a questo momento è in testa alle preferenze espresse tramite il gioco online “A taste of Europe”.
C’è dunque da chiedersi se in questi anni l’enfasi data alla grande cucina non è stata eccessiva rispetto a un contesto economico e sociale in cui trionfano, stando almeno alle rilevazioni statistiche in Italia, discount, piatti pronti e ricette semplici e di recupero sulla falsariga degli insegnamenti di Benedetta Parodi
Detto questo, nulla da togliere ai grandi Maestri, anzi. Grazie a loro Paesi come l’Italia hanno rafforzato la propria immagine internazionale con la cucina d’autore. Ma ora forse, anche se il dato è parziale ed è il risultato di un divertente gioco promosso dal Parlamento di Stasburgo in vista delle elezioni europee del 25 maggio utilizzando una pagina Facebook, è arrivato il momento di fare una riflessione sull’esagerazione mediatica del settore.
Probabilmente il circo mediatico dell’enogastronomia fatto di chef stellati diventati divi televisivi è alle battute finali. Bene per chi in questi anni ha saputo cavalcare l’euforia e l’entusiasmo nei confronti della ristorazione di alto livello, ma ora bisogna tornare alla normalità: il dato emerso la dice lunga sulla situazione economica e sulle possibilità di spesa di singoli individui e di intere famiglie. Insomma per dirla in parole povere e in maniera ruvida sembrerebbe non esserci più trippa per gatti.
In ogni caso, nel migliore delle ipotesi, la scelta dell’ insalata Shopska seguita dalla preferenza per la zuppa di rape della Lituania sono sicuramente messaggi chiari nel cambiamento dei gusti. Se infatti il piatto bulgaro vince sugli spaghetti alla carbonara, sull’andaluso gazpacho, sulla carne alla Bourguignon, sui dolmades greci, sul baccala' portoghese e sul gulash ungherese, un domanda bisognerà farsela.
Gianluca Pacella
in data:16/05/2014