Food Mania
Chef, anche nel 2026 Antonino Cannavacciuolo rimane l'uomo da battere
Il cuoco di Vico Equense resta probabilmente il più pagato in termini di contratti pubblicitari e partnership
Roma - Antonino Cannavacciuolo rimane l'uomo da battere anche in questo 2026 se cerchiamo lo chef che "presta il volto" a più spot e incassa di più dalle aziende per farlo. Nel 2026, il panorama degli chef "volti pubblicitari" in Italia continua a essere dominato dai grandi nomi della televisione, che hanno saputo trasformare il loro prestigio culinario in veri e propri imperi commerciali. Sebbene le cifre esatte dei contratti privati siano raramente pubbliche, l'analisi delle partnership e dei fatturati legati all'immagine permette di identificare il "podio" dei più pagati:
1. Antonino Cannavacciuolo
Resta probabilmente lo chef più pagato in termini di contratti pubblicitari e partnership. La sua forza risiede nella trasversalità: dai colossi della tecnologia ai prodotti di largo consumo (come pasta e caffè), fino al settore crocieristico. Nel 2026, la sua immagine di "gigante buono" ed esperto di qualità garantisce cachet che, per singole campagne nazionali, possono superare i 500.000 euro.
2. Bruno Barbieri
Grazie a una rinnovata strategia di immagine (nel 2025-2026 ha consolidato la sua collaborazione con agenzie di talent specializzate come Show Reel Factory), Barbieri ha diversificato enormemente i suoi introiti. È il volto di punta di Costa Crociere e di numerosi brand legati al lifestyle e all'hotellerie. Il suo valore pubblicitario è alimentato dalla longevità di programmi come 4 Hotel e MasterChef.
3. Alessandro Borghese
Borghese mantiene una posizione di rilievo grazie al suo fatturato pubblicitario unito alle attività digitali. Si stima che le sue entrate extra-televisive (pubblicità e sponsorizzazioni sui social) pesino per diversi milioni di euro sul bilancio della sua società, la AB Normal. È lo chef che meglio comunica con i brand orientati ai giovani e al dinamismo.
Se guardiamo invece al fatturato complessivo delle aziende (non solo pubblicità, ma anche ristorazione e consulenze), la gerarchia cambia leggermente: