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Coronavirus: ristoranti, diktat di 4 metri. Addio al buffet

Uno spazio tra i tavoli "non inferiore a due metri", garantendo ai clienti, che durante il pasto non possono usare la mascherina, una distanza tra loro tale da "evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione

Roma- Uno spazio tra i tavoli "non inferiore a due metri", garantendo ai clienti, che durante il pasto non possono usare la mascherina, una distanza tra loro tale da "evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie, eccetera". Anche le sedute, dunque, "dovranno essere disposte in maniera da garantire un distanziamento fra i clienti adeguato". In ogni caso, nel locale "va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilita' di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie".

A dettare la linea di comportamento per la ristorazione in vista del 18 maggio e' l'Inail, che ha stilato un documento "approvato dal Comitato Tecnico Scientifico (Cts) istituito presso la Protezione Civile nella seduta del 10 maggio 2020". E se i turni tra clienti dovranno avvenire "con prenotazione preferibilmente obbligatoria" per evitare assembramenti fuori dai ristoranti, una volta entrati i commensali "dovranno indossare la mascherina in attivita' propedeutiche o successive al pasto al tavolo", come il pagamento in cassa, gli spostamenti e l'uso dei servizi igienici. Il documento vieta poi buffet o similari che "vanno eliminati", mentre per la presentazione dei menu "e' opportuno utilizzare format alternativi rispetto ai tradizionali", tra cui per esempio liste scritte su lavagne, consultabili via app e sui siti e menu del giorno stampati su fogli monouso. È anche "opportuno" privilegiare i pagamenti elettronici con contactless, con la "possibilita' di barriere separatorie nella zona cassa, ove siano necessarie".

Come per bar e supermercati, anche i ristoranti dovranno mettere a disposizione dei clienti e del personale prodotti igienizzanti "anche in piu' punti in sala e, in particolare, per l'accesso ai servizi igienici che dovranno essere igienizzati frequentemente". Inoltre, "al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione, rispetto alle superfici evitando il piu' possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere, eccetera)". Per quanto riguarda chi lavora nei ristoranti, il documento Inail stabilisce che per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, "va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresi' guanti in nitrile in tutte le attivita' in cui cio' sia possibile", mentre per il personale addetto al servizio ai tavoli "e' necessario l'uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e ove possibile, l'utilizzo dei guanti in nitrile; questi ultimi sono comunque sempre da utilizzare durante le attivita' di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo".

Infine, se e' presente personale amministrativo, "in presenza di spazi comuni con impossibilita' di mantenimento del distanziamento di un metro, e' necessario indossare la mascherina chirurgica; allo stesso modo, il personale addetto alla cassa dovra' indossare la mascherina chirurgica prevedendo altresi' barriere di separazione (come i separatori in plexiglass)". Particolare attenzione anche per spogliatoi e servizi igienici, in particolare prevedendo un'adeguata attivita' di pulizia. L'areazione dei locali "e' di particolare importanza favorendo sempre ove possibile il ricambio di aria naturale tramite porte e finestre" (Agenzia Dire)

in data:12/05/2020

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