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Filiera Corta

  • Abitudini alimentari, ecco cosa mangiamo e quanto spendiamo

    Un'analisi, elaborata tramite un'App, dimostra che Spagna, Danimarca e Germania sono i Paesi che registrano il maggior consumo di cibo e bevande, mentre l’Italia si posiziona solo al quindicesimo posto

    28/10/2015 12:45

    L’Italia è solo al quindicesimo posto in Europa per consumo di cibo e bevande. Probabilmente- spiegano gli esperti della ricerca elaborata da Qlik (ndr leader nella Visual Analytics), nello Stivale si preferisce più la qualità che la quantità. Sono invece gli spagnoli i leader di questa speciale classifica relativa alle abitudini alimentari in Italia e negli altri Paesi Europei. In particolare le informazioni, insieme ad altre, sono state raccolte all’interno dell’applicazione “Quanto sei Europeo?”, per fornire una panoramica completa su somiglianze e differenze tra i Paesi europei

  • Cresce la voglia di mangiare fuori casa

    Nel 2015 Fipe prevede un trend positivo per la ristorazione con un aumento del giro d'affari dello 0,8%. La spesa e' quantificata in 76 miliardi di euro

    26/10/2015 23:30

    Gli italiani tornano al ristorante: i numeri parlano chiaro e confermano un trend positivo, come risulta dall’ultimo Rapporto Ristorazione a cura della Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Per il 2015, infatti, la previsione del Centro Studi Fipe è di un incremento dello 0,8% che porterà la spesa nominale a 76 miliardi di euro. Nel complesso la spesa delle famiglie italiane nel 2014 si è attestata su 74.664 milioni di euro in valore e 69.473 milioni in volume con un incremento reale sul 2013 dello 0,7%.

  • La metà degli italiani non conosce il significato di made in Italy agroalimentare

    E' quanto emerge da un'indagine Granarolo sui bisogni informativi dei consumatori. Lo studio rileva che il 95 per cento degli intervistati ritiene importanti le etichette alimentari, ma soltanto il 18% le legge integralmente

    20/10/2015 11:18

    Sul fronte della comunicazione e informazione alimentare c’è ancora molto da lavorare. Ad oggi, secondo un’indagine del gruppo lattiero caseario Granarolo, il 50 per cento di un campione di intervistati non conosce il significato di “Made in Italy” di un prodotto alimentare (non necessariamente prodotto con materie prime italiane), il 30 per cento circa crede che sia stato realizzato con materie prime italiane ma il 96% (quasi totalità) ritiene importante un prodotto realizzato con materie prime italiane ed è disposto a spendere fino al 73% in più per averlo.

  • Perde colpi il rito della pausa caffè. La crisi penalizza l'abitudine italiana

    Da una ricerca diffusa da Confida emerge che il settore dei distributori automatici lo scorso anno ha accusato un taglio dei consumi di circa l'8%. Male anche le vendite di bevande fredde e snack

    19/10/2015 15:47

    Crolla sotto i colpi della crisi economica anche uno dei riti degli italiani: la pausa caffe' in ufficio: il settore dei distributori automatici lo scorso anno ha accusato un taglio dei consumi di circa l'8%. Non va meglio per la presenza negli uffici delle macchine utili al servizio: il numero è in calo, in tutta Italia oggi sono 2 milioni e 352mila e per la prima volta negli ultimi anni sono sotto i 2,4 milioni. Il calo più evidente è per le macchine Ocs (le piccole per ufficio a cialde o capsule), ma scendono anche le vendite di bevande fredde (-7%) e snack (-8%).

  • Più della metà degli italiani mangia cibo scaduto

    E'quanto emerge da un'analisi della Coldiretti. A guidare i comportamenti dei connazionali è la scarsa conoscenza delle informazioni fornite in etichetta e il significato tra “da consumarsi preferibilmente entro il..” e “da consumarsi entro"

    18/10/2015 13:19

    E' del 55 per cento la quota di italiani che mangiano cibo oltre il limite di tempo indicato nelle confezione se la stessa non è danneggiata e se il prodotto sembra comunque in buono stato. A segnalarlo è un’analisi Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro del settembre 2015 dai quali emerge che solo il 32 per cento li getta via e l’11 per cento decide in base al tipo di alimento, mentre il 2 per cento non risponde. A guidare i comportamenti degli italiani – sostiene l’organizzazione agricola - è la scarsa conoscenza delle informazioni fornite in etichetta con riguardo alla scadenza dei prodotti ed in particolare in merito al diverso significato tra “da consumarsi preferibilmente entro il..” e “da consumarsi entro”.

  • Il mercato premia il latte bio. Il giro d'affari è di cento milioni di euro

    Il dato economico è rilevato da Ismea. Buono l'andamento dei derivati. L’unico segnala negativo riguarda il latte Uht, che risulta in flessione del 4,4%

    16/10/2015 16:39

    Gli italiani hanno speso per latte e derivati bio 100 milioni di euro nel 2014. Una cifra destinata a crescere visto il trend positivo degli acquisti anche nei primi sei mesi del 2015. Avanza a ritmo particolarmente sostenuto lo yogurt (+10,4%) accanto a variazioni positive ma meno importanti per formaggi e latticini (+2,1%) e latte fresco (+0,7% ). L’unico dato negativo riguarda il latte Uht, che risulta il flessione del 4,4%. E’ quanto emerge da un’analisi Ismea che verrà presentata alla prossima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte (CremonaFiere, 28-31 ottobre) durante il convegno organizzato in collaborazione con l’ente fieristico cremonese e in programma per il 28 ottobre alle ore 14.30 presso la Sala Guarneri.

  • Numeri da capogiro per la "spesa green"

    Il 70 per cento degli italiani si dichiara disposto a spendere qualcosa in più per i prodotti naturali, il 65 per cento per quelli Ogm free e il 62 per cento per quelli bio. Ammonta a 20 miliardi nel 2015 il fatturato del segmento di mercato

    11/10/2015 16:08

    Supera i 20 miliardi di fatturato nel 2015 la “spesa green” degli italiani. A sostenerlo è Coldiretti in occasione della rassegna biologica Italia del bio organizzata a Torino. L’analisi dell’organizzazione agricola, realizzata considerando una gamma di prodotti che va dal biologico al chilometro zero fino alle denominazioni di origine, segnala che il 70 per cento dei connazionali è disposto a spendere qualcosa in piu’ per i prodotti naturali nonostante la crisi. Lo studio, prodotto su dati Nielsen, riferisce inoltre che il 65 per cento è favorevole a investire su quelli ogm free e il 62 per cento su quelli bio.

  • Addio alla carne. Il vegan-friendly conquista mercato

    In Italia il modello vegetariano e vegano ha sempre più followers. I simpatizzanti dell'abitudine alimentare sono quantificati in 1,15 milioni di persone tra i 18 e i 64 anni

    09/10/2015 16:43

    Sono sempre di più gli italiani che decidono di non mangiare carne. Secondo il rapporto Eurispes 2015 i connazionali che hanno scelto di escludere le proteine animali dalla propria alimentazione nel 2014 sono il 7,1% della popolazione (circa l'1% in più rispetto all'anno precedente): 4,2 milioni di persone nel 2014, mentre nel 2013 erano stimati a 3 milioni e 720mila, con una crescita complessiva del +15%. Il trend è confermato anche da una recente indagine commissionata a GfK Eurisko da TreValli: dal 2006 a oggi sono 2mln gli italiani che hanno preso le distanze dalla carne, con il 18,1% che la consuma meno di una volta a settimana

  • L'insalata confezionata batte il prodotto sfuso. In cucina vince la comodità

    Secondo gli ultimi dati sono 300 mila in piu' le famiglie che acquistano le insalate di quarta gamma, in aumento del 2,7% nei primi 5 mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, pari a 89,3 mila tonnellate di verdura

    05/10/2015 15:27

    L’insalata confezionata continua a riscuotere consensi. Nonostante i prezzi che possono lievitare fino al 300% più rispetto al prodotto sfuso la quarta gamma e cioè quella in busta gia' pulita, tagliata, lavata e pronta all'uso che fa risparmiare tempo in cucina cresce economicamente a un ritmo importante superando il prodotto sfuso. Secondo gli ultimi dati sono 300 mila in piu' le famiglie che acquistano le insalate di quarta gamma, in aumento del 2,7% nei primi 5 mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014

  • Brioches e torte “American style” i dolci preferiti dagli italiani

    Una ricerca Aibi-Databank segnala una crescita del consumo di prodotti artigianali, soprattutto se confezionati dai panificatori. In calo i pasticcini e la biscotteria

    04/10/2015 10:59

    Consumatori italiani sempre più golosi della pasticceria artigianale. Le previsione per l’anno prevedono una crescita del settore dello 0,7 per cento. A stimarlo è un’ indagine Databank, voluta da Aibi l'Associazione Italiana Bakery Ingredients, che fotografa l'andamento del settore della panificazione e della pasticceria. Nel 2014 i consumi degli italiani si sono attestati su 562mila tonnellate (+0,5%). Secondo la ricerca negli ultimi anni, gli italiani hanno mostrato di preferire dolci di qualità ma più semplici, da gustare in momenti diversi della giornata, con grande attenzione al prezzo e alle occasioni di consumo. In funzione anti-spreco, si prediligono le monoporzioni e, per motivi dietetici, hanno sempre più successo le piccole grammature, ma non si rinuncia alla torta da ricorrenza e al prodotto legato alla festività.

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