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L'indirizzo

  • Gazometro38, la qualità è nel numero

    Il ristorante romano, guidato in cucina dallo chef veneto Antonio Grigoletto, propone una scaletta gourmet dal prezzo competitivo e dalle sfumature che ricordano una proposta che racconta il territorio e l'alta cucina

    02/01/2016 12:48

    Vintage al punto giusto tanto da essere un riferimento per tutti gli amanti del Retrò. Future e Fusion è invece la cucina dalle origini venete. Il risultato è un viaggio tra il passato e l’innovazione con una retrospettiva culturale dedicata ad artisti come Alessandro Mannarino che fa da sfondo al menù proposto a tutti coloro che scelgono “Gazometro38”, ristorante cool del nuovo quartiere romano di tendenza : Ostiense. Aperto dal martedì alla domenica in Via del Gazometro 38, il locale gastronomico, guidato in cucina dallo chef veneto Antonio Grigoletto, punta tutto sul numero 38 perché è considerato dallo staff il numero del gusto.

  • Retrobottega, un menù conviviale per un faccia a faccia con lo chef

    Debutta nella Capitale il laboratorio enogastronomico di Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice. La formula ristorativa permette al cliente di assistere a tutte le fasi di preparazione del piatto

    28/12/2015 17:02

    Easy, dal pedigree di origine stellata e di alta qualità. E non poteva essere altrimenti visto che le menti del progetto hanno un passato nelle cucine di chef decorati come Enrico Crippa, Antonio Guida e Anthony Genovese ed esperienze lavorative a New York, Berlino e Londra. Ma c’è di più. A chiudere il cerchio magico dell’iniziativa fondata dai cuochi Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice sono due figlie d’arte, le spin doctors Camilla Benvenuti, discendente diretta del noto attore Alessandro Benvenuti e Sarah Masten, nipote del compianto Nino Manfredi. Che dire di più. Gli elementi ci sono tutti per affermare che “Retrobottega” (Via della Stelletta,4) sarà un laboratorio gastronomico che farà parlare molto di se non solo a Roma.

  • Hespresso, il pit stop enogastronico è annunciato dal fischio del treno

    Sbarca nella Capitale il concept ristorativo ispirato alle Stazioni di fine ‘800. Il locale è dedicato all’evoluzione dello street food italiano

    19/12/2015 14:22

    Il cibo ordinato potrà essere ritirato solo dopo un messaggio vocale in stile annuncio ai viaggiatori con tanto di fischio del treno e rumore di rotaie in dissolvenza. Mangiare da Hespresso (Via Genova, 16), nuovo concept enogastronomico della Capitale dedicato all’evoluzione dello street food italiano, sarà infatti come essere in una Stazione di fine ‘800 dall’aspetto postmoderna, retrò e tecnologica in cui si respirano le grandi atmosfere di Parigi, Londra, New York e dove il pit stop alimentare potrà essere vissuto stando seduti sulle poltrone di un suggestivo vagone ristorante.

  • Plancha, piatti XXL dalle suggestioni orientali e dagli aromi mediterranei

    Nella Capitale, a due passi da Piazza Fiume, nasce il ristorante dedicato alle cotture sulla piastra. Il locale consente di prenotare 24 ore prima portate extra large da condividere tra 2-4-6 persone

    15/12/2015 13:48

    La formula, a occhio e croce, può convincere anche gli incalliti amanti dei piatti XXL. Il verdetto, forse molto prematuro e non molto identificativo nel breve termine, arriverà però solo dopo il taglio del nastro: sabato 19 dicembre. Il “Plancha cucina di pancia” , nuovo ristorante gourmet (via Bergamo, 28) al debutto sulla piazza capitolina prova insomma ad inserire la sua proposta nel variegato palinsesto ristorativo romano. E il menù, dalla spesa competitiva (intorno ai 35 euro), che sarà offerto a partire da questi giorni antecedenti le festività natalizie sembra avere le carte in regola per sedurre appassionati di buona cucina, semplici curiosi di novità enogastrononiche e viandanti che si trovano dalle parti di Piazza Fiume

  • Cuoco&Camicia, la “strana coppia” punta sul made in casa

    A Roma, nel Rione Monte, Riccardo Loreni e Francesco Raveggi propongono un menu' rispettoso della stagionalità con ingredienti del territorio e di prima qualità

    13/12/2015 16:16

    Un nome curioso per un posto che non può meravigliare. E non poteva essere altrimenti vista la “strana coppia” che ha dato vita all’avventura. Parliamo di Cuoco&Camicia (Via di Monte Polacco, 2/4), ristorante romano del Rione Monte che fa del “made in casa” il proprio motivo di vita. I gestori-proprietari sono Riccardo Loreni e Francesco Raveggi, il primo cuoco “fantasista” gran conoscitore e selezionatore di materie prime di qualità, il secondo, la “Camicia”, è la razionalità per l’esperienza accumulata nel mondo della ristorazione e per il suo modo inappuntabile di vestire utilizzando giacca e camicia. Quindi, senza troppi giri di parole e senza troppi giri di enigmistica si capisce bene che risultato della sommatoria è un mix esplosivo in una delle zone della Capitale più ricce di storia:

  • Trattoria da Neno, l’emozione dei pranzi e delle cene preparati a casa

    Nella zona di Piazza Bologna, a Roma, apre il locale che strizza l’occhio alle cucine regionali. Il menù spazia dalla pasta fresca ai diversi tagli di carne fino ad arrivare alla pizza tipica romana

    12/12/2015 15:31

    La scelta del nome non è dipesa da voli pindarici o da fantasie notturne, ma da affetti familiari e da storie personali. Ecco quindi che ieri a Roma, in zona piazza Bologna, si è materializzata “Trattoria da Neno”, il cui nome si rifà a quello di un amico di Riccardo Nardoni, uno dei capitani di questa avventura capitolina alla quale si sono imbarcati come consulente lo chef e volto televisivo Max Mariola (Ndr. I panini li fa Max) e altri imprenditori tra i quali il proprietario delle gelatiere Lemongrass. Ma veniamo alla proposta del locale che già delle prime ore di nascita è destinato a fare parlare di se. Organizzato sue due piani con uno stile sobrio, grandi finestre all’americana e un bancone bar-gastronomia all’ingresso, “Neno” (Via Ravenna, 30) garantisce ai suoi ospiti un menù di livello che non supera i 50 euro.

  • Platz Grand Bistrot, il savoir faire enogastronomico è versatile

    Nel pieno centro della Capitale apre il bistrot dell'’imprenditore Mario Calcagni e dell'attrice Raffaella Bergè. Il ristorante offre un menù dedicato alla gastronomia italiana e romana con alcune proposte internazionali

    08/12/2015 15:38

    Il suo timbro di fabbrica sono le uova che salvano dalla salmonella ma non solo. Il menù è infatti ricco di sorprese che sono un inno alla cucina della tradizione italiana e romana accompagnata da prodotti di gastronomia di alta qualità che arrivano dalla penisola e dalla vicina Spagna. A regalare a Roma un altro piccolo gioiello dedicato al savoir faire italico e al made in Italy gastronomico sono l’imprenditore Mario Calcagni e l’attrice Raffaella Bergè che hanno aperto, nel pieno centro della Capitale, Platz, Grand Bistrot (Piazza Sant’Eustachio, 54) nei locali che una volta erano gestiti da Camilloni con l’esercizio bar.

  • Galbi, il Kimchi è la chiave di lettura

    A Roma, a pochi passi dalla centrale Piazza Fiume, è possibile fare una full immersion nella cucina coreana con l'apertura del ristorante che utilizza solo carbone di legno di quercia

    07/12/2015 18:12

    La full immersion di cibo coreano a Roma passa per Piazza Fiume. Ha infatti aperto da poco più di due mesi, nelle vicinanze dello storico slargo capitolino, il korean bbq Galbi (Via Cremera, 21), primo ristorante di barbecue coreano che utilizza solo carbone di legno di quercia. L’attività, nata da un’idea Stefano Chung e Deuk Uoo Ferretti Min, è il risultato della fusione tra il ristorante Gainn di proprietà Stefano Chung e quello di Deuk Uoo di Ferretti Min, alla guida del ristorante Apuleius sull’Aventino Il locale, operativo sia a pranzo che a cena con formule differenti, ha la sua chiave di lettura nel Kimchi, un cibo fermentato tipico della tradizione coreana ricco di benefici nutrizionali la cui produzione è patrimonio intangibile dell’Unesco da dicembre 2013.

  • “Domo Sushi”, l’opportunità di mangiare giapponese anche in piccole quantità

    Il locale, situato nelle vicinanze dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in mezzo alle fermate della metropolitana di Cadorna (MM1) e Sant’Ambrogio (MM2), promette di garantire ingredienti di qualità a prezzi accessibili

    16/11/2015 12:47

    L’opportunità proposta è di mangiare giapponese anche in piccole quantità, senza inciampare nell’ “All you can eat” di turno o nel doversi sedere a tavola per almeno un’ora. A offrire la chance è “Domo Sushi” (Sant’Agnese 12), innovativo take-away dello snack giapponese aperto a Milano da Alessandro Scuratti, giovane imprenditore (classe 1989) che ha portato nel capoluogo lombardo quel che a Londra è abitudine: la pausa pranzo senza code. “Mi piace- spiega infatti il giovane imprenditore- cercare differenze e analogie tra Londra e Milano – commenta Scuratti - e nella “City” ho potuto notare che le persone, nella pausa pranzo, preferiscono qualcosa di veloce, che limiti il loro tempo di attesa e che li lasci in coda il meno possibile, per godersi altre attività, prima di tutto quella di mangiare del buon cibo senza guardare continuamente l’orologio

  • “Pasticcio”: la storia gastronomica del Belpaese e' il filo conduttore del menù

    Il locale, aperto utilizzando un quinto piano alto con una vetrata a semicerchio lunga 25 metri, propone piatti semplici e curati negli ingredienti che hanno origine nella romanità

    12/11/2015 13:42

    Il suo curriculum non annota nessuna stella e non ha intenzione di stupire con effetti speciali. L’obiettivo è solo uno: far arrivare ai clienti la passione per la cucina, attraverso piatti preparati con meticolosità. Tutto questo è “Pasticcio” (Lungotevere Portuense, 200) nuovo ristorante romano che ha in uno dei suoi punti di forza la location: un ultimo piano di un garage che permette di scoprire uno dei panorami più belli della Capitale. Seduti al tavolo del locale, un quinto piano alto con una vetrata a semicerchio lunga 25 metri, sono infatti ben visibili il Tevere, Monte Testaccio, l’Altare della Patria e, nei giorni di azzurro, anche i Castelli Romani, il tutto condito da una cucina che intenzionalmente vuole essere semplice e curata negli ingredienti e che la sua origine nella romanità.

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