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Filiera Corta

  • Espresso italiano: all'Emilia Romagna il primato della tazzina più cara

    A Ravenna il prezzo maggiormente salato, a Bari quello più economico. L’Italia è il primo paese al mondo per produzione di caffè torrefatto e leader nella realizzazione di macchine. I tedeschi i principali consumatori

    25/02/2014 09:56

    I caffè più cari si pagano generalmente in Emilia Romagna, in particolare a Ravenna (1,08 euro), Ferrara (1,07 euro), Bologna (1,04 euro, lo stesso valore di Bolzano), Forlì e Modena (1,02 euro). A segnalarlo è uno studio di mercato presentato a Tirreno C.T., in corso a Carrara Fiere fino al 27 febbraio. In media il prezzo di una tazzina di caffè è di 0,94 euro, mentre il cappuccino si attesta su 1,26 euro.

  • Milano è la metropoli più cara per i panini

    Secondo dati eleborati da Tirreno C.T. (fiera del settore della ristorazione e dell’ospitalità) nel capoluogo lombardo di spende 3,64 euro, mentre Roma si attesta su 2,80 euro e Napoli su 2,57 euro

    23/02/2014 12:57

    Acqua minerale e panino restano la combinazione preferita degli italiani in pausa pranzo. A seguire pizza, primi piatti e insalate. Lo scontrino medio del pranzo fuori casa può essere calcolato in circa 7,40 euro, che moltiplicato per i circa 2 miliardi di pasti dà un fatturato di 14,7 miliardi di euro. I panini, però, non sono uguali ovunque. Si va da 1,65 euro di Arezzo, o dall’1,88 euro di Ferrara (città con uno dei caffè più cari), si passa ai 4,11 euro di Lecco, ai 3,89 euro di Bergamo, ai 3,55 euro di Aosta. Per quanto riguarda le principali città: Milano è la metropoli più cara con 3,64 euro

  • La crisi scaccia la vergogna della "doggy bag"

    La difficoltà economica del momento, secondo un'indagine Coldiretti, sta portando sempre di più i connazionali” (54 percento) a chiedere di preparare il classico sacchetto per portare a casa gli avanzi del pasto per il giorno dopo

    22/02/2014 10:56

    Cade il tabù della "doggy bag". Piu’ di un italiano su tre (36 per cento) non lascia alcun avanzo al ristorante o in pizzeria, ma crescono addirittura del 54 per cento nell’ultimo anno quelli che se ne vanno portando via i resti della tavola. A rilevarlo è un’indagine on line condotta dal sito www.coldiretti.it sui comportamenti degli italiani a tavola nel tempo della crisi, presentata a Brescia nell’ambito dell’iniziative per l’Expo

  • Resta stabile l'inflazione

    21/02/2014 14:38

    A gennaio 2014 l'inflazione su base annua resta ancora ferma allo 0,7%, lo stesso valore gia' registrato a dicembre e novembre, che risulta il piu' basso da oltre quattro anni (novembre 2009). Lo rileva l'Istat confermando le stime. Basti pensare che a inizio 2013 il tasso era il triplo (2,2%). Su base mensile invece l'aumento e' dello 0,2%.

  • Il supermercato resta il punto vendita preferito per comprare latte, formaggi e yogurt

    A rivelarlo è un'analisi di Assolatte su dati Nielsen, che ha indagato i criteri con cui i consumatori decidono dove fare la spesa domestica. Nella speciale classifica al secondo posto si piazzano gli ipermercati

    21/02/2014 14:16

    Resta il supermercato il punto vendita preferito dagli italiani quando si tratta di fare acquisti di latte, yogurt, burro, panna e formaggi: ben il 45% delle famiglie indica il super come il negozio privilegiato per comprare questi preziosi alimenti. A rivelarlo è un'analisi di Assolatte su dati Nielsen, che ha indagato i criteri con cui i consumatori decidono dove fare la spesa domestica. Dietro al super - indicato dal 45% delle famiglie italiane - in seconda posizione nella classifica dei negozi preferiti per comprare latte e derivati c'è l'ipermercato (21%), seguito dai negozi tradizionali (10%) e infine dai discount (9%).

  • Il biologico non si ferma più: ancora in crescita consumi interni ed esportazioni

    Nel primo semestre 2013, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, il settore ha registrato un incremento dell'8,8%. Bene anche l'export con un fatturato che supera il miliardo di euro

    16/02/2014 14:44

    Anche nell’ultimo anno il biologico conferma il buon momento di mercato . Secondo una ricerca elaborata da Aiab (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) sulla base di indagini Firab (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) e su rilevazioni Ismea Gfk-Eurisko, in Italia, nel primo semestre 2013, nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali, si e' registrato un incremento dell'8,8 % dei consumi di biologico. Alla buona performance sul mercato interno si affiancano, inoltre, i numeri in crescita relativi all'export degli operatori nazionali, con un fatturato oltre frontiera che si assesta, secondo gli ultimi dati, sopra il miliardo di euro

  • Spesa alimentare più cara per le "famiglie unipersonali"

    Un' analisi Coldiretti evidenzia che il costo degli acquisti per prodotti e bevande di un single è di 332 euro al mese, il 62 per cento superiore a quella media di ogni componente di una famiglia tipo di 2,3 persone che è di 204 euro

    15/02/2014 14:34

    Tempi amari per gli “scoppiati”. In occasione della ricorrenza di San Faustino, protettore dei sigle, un ‘analisi elaborata da Coldiretti segnala che per 7,7 milioni di “famiglie unipersonali” il costo della vita, in un momento di crisi, è superiore in media, del 66 per cento . La vita in solitudine- si incalza in una nota - è una vera corsa ad ostacoli dovuta piu’ spesso alle difficoltà a far quadrare i bilanci oltre che alla mancanza di compagnia. Vivere da soli è infatti piu’ costoso secondo una analisi Coldiretti dalla quale si evidenzia che la spesa media per alimentari e bevande di un single è di 332 euro al mese, il 62 per cento superiore a quella media di ogni componente di una famiglia tipo di 2,3 persone che è di 204 euro

  • I nuovi stili di vita mettono in crisi il consumo di vino

    La fruizione quotidiana degli over 60 è contrapposta- spiega Wine Monitor- ad un consumo dei giovani molto spesso legato a specifiche occasioni, a momenti conviviali e comunque meno frequente: tutto questo produce un inevitabile calo di mercato

    12/02/2014 16:53

    Segno meno per il consumo di vino. Le stime di Wine Monitor (Nomisma) relative alla Grande distribuzione organizzata (oltre il 65% delle vendite di vino in Italia) vedono un 2013 ancora con il segno meno, dopo la riduzione del 3,6% intercorsa nel 2012. "Sulla base dei dati Iri (www.iriworldwide.it), si evidenzia un netto calo delle vendite in quantita' nei canali 'Iper, Super, Libero Servizio Piccolo' pari al 6,5%. Crescono invece le vendite in valore (+3,1%), per effetto dell'aumento dei prezzi dei vini (+10,2%)

  • Il timore della deperibilità dei prodotti frena la spesa online

    In Italia si registra nel 2013 una crescita pari a un 18 per cento dell e- commerce alimentare. I dubbi sulle caratteristiche organolettiche della merce sono la causa del mancato decollo delle vendite internet

    09/02/2014 12:43

    Trend in crescita per la spesa alimentare online. Nel 2013 l’incremento in Italia è stato del 18 per cento per un importo di 132 milioni di euro. L’Italia è però all’ultimo posto, a livello europeo, nell’e-commerce alimentare. Il dato sul commercio internet emerge da una analisi della Coldiretti sulla base di uno studio Agriventure/Campagna Amica dal quale si evidenziano grandi prospettive di crescita per il commercio alimentare su internet

  • La borsa della spesa degli italiani è più leggera ma anche di minore qualità

    A sostenerlo è Federalimentare in occasione della presentazione del bilancio 2013 dell'industria alimentare e l'indicazione delle prospettive attese nel 2014. Negli ultimi dodici mesi consumi in calo del 4 per cento

    05/02/2014 16:23

    Consumi alimentari in calo del 4% nel 2013: una borsa della spesa più leggera e di minor qualità. E' quanto emerge dalle elaborazioni del Centro Studi Federalimentare. I discount sono stati "l'unico segmento Gdo in espansione negli ultimi anni: la perdita di 2,5 punti di valore aggiunto certifica che ormai la borsa della spesa degli italiani è più leggera ma anche di minore qualità". Un "segnale preoccupante" - ha avvertito l'Associazione - per un "settore tradizionalmente anticiclico che ha fondato la sua reputazione proprio sui prodotti ad alto valore aggiunto".

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